Per te…

Non scalerò montagne per te
e non attraverserò deserti:
e ci sono anche poche possibilità
che varchi gli oceani a nuoto, solo per vederti…
non t’illuminerò una piazza,
non scriverò il tuo nome nel cielo,
non ti andrò a prendere nessuna stella…
non combatterò per te né draghi
né mulini a vento, né demoni dell’inferno…
no, per te non farò niente di tutto questo…
Per te mi venderò,
per te farò il buffone,
mi darò sempre torto
anche quando avrò ragione,
appenderò il violino
a una stella che tu sai,
perché soltanto tu,
soltanto tu lo suonerai;
sarò la tua signora
vestita in raso rosa,
antica come un quadro,
bella, altera, un po’ sdegnosa,
il passero che a sera
danza sui ginocchi tuoi,
sarò l’eroe dei sogni
che nessuno ha fatto mai.

Perché mi batterò per te
con un esercito di idraulici
condomini, dentisti, rompipalle, bottegai,
mi coprirò delle ferite della noia,
quelle che nessuno vede
e non sanguinano mai,
per te… per te…
per te… per te…
per te… per te…
per te… per te…
Per te io mentirò
giurando su mia madre,
e laverò anche i vetri
agli incroci delle strade;
mi toglierò le ali
affittate a un baraccone,
perché volar da soli
è solamente un’illusione.

Non mi confonderò mai più
con questa compagnia di geni
sempre soli,
sempre con il «coso» in mano
a dirsi «quanto siamo bravi,
Dio, ma come siamo bravi…»
e che da piccoli era meglio
che giocassero al meccano:
è più difficile spostare l’esistenza
un po’ più giù del cielo
e diventare un uomo, per te.

Vecchioni

Per te..farò, sarò..perchè è davvero più difficile spostare l’esistenza un po’ più  giù del cielo e diventare donna..donna per te…ed è tanto semplice perdersi per perdersi senza trovarsi mai..

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Che cos’è il desiderio?
Al di là di un bel corpo, di un bel viso..
Cos’è che muove, accende, guida, fa crescere, spegne questa fame dentro di noi?

Non è lo smalto, non è nemmeno il tessuto lucente che stringe la pelle, non è la cravatta, non è la mano sul mento.
Non è la testa rovesciata indietro quando rido, non è la voce, non è lo sguardo fiero.
Non sono gli occhi intensi, non è il mascara, non è la lingua sulle labbra tumide.
E’ tutto ed è nulla.
E’ un attimo, un sorriso e un pensiero che non credevi ti sarebbe venuto così.
E’ un colpo di vento sulla bonaccia di aprile.
E’ il respiro che scombina le carte quando avevi posato la penna.

E’ un’avventura.  
Un mondo incantato.
Un bosco di fragole.
E’ acqua gelida che morde le caviglie e ti porta nell’oscurità.
Sono lupi e fate che si annusano sotto i lumini delle lucciole, mentre nell’aria c’è odore di erba tagliata. 
E’ una favola sussurrata con i tuoi occhi piantati nei miei.
E’ l’attimo prima di incontrare odore, rumore e saliva.
E’ il sapore violento delle ciliegie nere che macchiano labbra e vestiti.
Sono mani e pelle sudata di baci e denti. 
Sono muscoli che si tendono e ossa che scricchiolano e sangue che corre.
E’ la notte che scende, il silenzio che avvolge, il respiro che stordisce.
E’ la certezza che tutto può essere.

E’ la percezione che tutto  forse sarà…