getmedia

Toccami.
Entrami dentro piano, ma cambia strada.
Non voglio vederti arrivare per quella che hanno preso tutti.
Sforzati di trovare un percorso alternativo, posso assicurarti che ti affaccerai su un panorama meraviglioso.
Non so se ti piacerà, se lo troverai noioso.
Non so se vorresti tornare ad osservare proiezioni ortogonali di corpi e sudore.
Ma, non è a quelli che sono interessata io.
Voglio sentire.
Ascoltare, assecondare.
E poco m’importa che tutto questo non sia convenzionale.
Poco m’importa non rispettar la parte, sconvolgere il copione, riscrivere sceneggiature che funzionano da secoli.
Non mi serve nessuna verità.
Vieni da me vestito solo del tuo nome.
Appendi la tua storia insieme ai tuoi abiti appena fuori da me.
Vivimi. Senza remore. Senza limiti.
Per tutto il tempo che potrà durare questo nostro “vorrei”..

Come si può chiamare?

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Un po’ di pioggia, un po’ di foschia, un po’ di notte, un po’ di lucine, un po’ di pensieri, un po’ di silenzio, un po’ di tempo, un po’ d’inverno, che assomiglia ad un cane randagio…un po’ di me. Come si può chiamare la somma di tanti “poco”? Mi sembra di camminare in mezzo a una vita in “saldo”, dove gli “sconti” si pagano più del prezzo pieno…
e oggi non vedo nemmeno un po’ di cielo  forse svenduto pure lui da nuvole invidiose, da stelle di frontiera, dentro un freddo che taglia più dentro che fuori…come si può chiamare tutto questo? briciole di un un pane che resta intatto..riposto in un cantuccio, avvolto con cura perchè non diventi secco come questa anima..buco nella pancia che brontola..immobile,in attesa di tempi migliori.