And heaven I think
Is too close to hell
e il cielo penso
è troppo vicino all’inferno

forse come l’amore così tanto vicino all’indifferenza..la speranza così tanto vicino alla disperazione,il cammino vicino alla linea di frontiera..tutto accanto e vicino, un passo in meno o in più ed ecco la differenza, eccesso e parsimonia da dosare con cura..e peso e misura che oscillano l’ago della bilancia ..equilibrio precario di una mente arrovellata nella giostra di pensieri che cercano spazio…è freddo, è notte..è tempo che scorre senza posarsi per restare.

G.M

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Credi che non ti capisca? Tu insegui un sogno disperato, questo è il tuo tormento. Tu vuoi essere, non sembrare di essere. Essere in ogni istante cosciente di te, e vigile. nello stesso tempo ti rendi conto dell’abisso che separa ciò che sei per gli altri da ciò che sei per te stessa e provoca quasi un senso di vertigine, un timore di essere scoperta, di vederti messa a nudo, smascherata, riportata ai tuoi giusti limiti. Perché ogni parola è menzogna, ogni gesto falsità, ogni sorriso una smorfia. Qual è il ruolo più difficile? Togliersi la vita? Ma no, sarebbe poco dignitoso. Meglio rifugiarsi nell’immobilità, nel mutismo, così si evita di dover mentire, oppure mettersi al riparo dalla vita, così non c’è bisogno di recitare, di mostrare un volto finto o fare gesti non voluti. Non ti pare? Questo è ciò che si crede ma non basta celarsi perché, vedi, la vita si manifesta in mille modi diversi ed è impossibile non reagire. A nessuno importa sapere se le tue reazioni siano vere o false. Solo a teatro il problema si rivela importante e forse neanche lì. Io ti capisco, e quasi ti ammiro. Secondo me devi continuare a recitare la tua parte fino in fondo finché essa non perda interesse, e abbandonarla così come sei abituata a fare passando da un ruolo ad un altro»

Quando…

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Quando una donna rallenta ,lei cede alla natura originale della sua femminilità. Cullata dalle onde dolci delle sue acque interne, trova la sua essenza, il suo istinto, e sa tutto quello che ha bisogno di sapere.
In queste regioni nascoste, più tranquille, si concede di piangere la fine di un aspetto di se stessa e da il benvenuto al nuovo inizio. In questo luogo di profonda conoscenza si rende conto che nella frenetica ricerca di ‘perfezione’ un’altra ricerca è in corso.
E ‘attraverso questa seconda, più silenzioso domanda,
che la vera trasformazione avviene.

Sheryl Paul