Vorrei come l’alba

getmedia

Scivola lento il primo chiarore del mattino
giorno imbustato
come lettera lasciata passare sotto la porta
arriva attraverso persiane
brancica qualche bagliore
si allunga sugli occhi pettinando ciglia
vorrei toccare anch’io i tuoi luoghi,
ogni tuo posto
dirti cose nuove
soltanto con lo sguardo
giungere là, proprio nel momento esatto
in cui sgusci
fuori dal sonno
e le tue braccia remano
nel canneto dei sogni
quando la pelle emerge
è tutto è semiaperto
arrivare in controluce
leggere ogni cosa che temi
ogni cosa che ami
sedermi nella terrazza della tua memoria
spremendo aurore di profumi
spezzare ogni struggimento
raschiarti l’aria
e riempirti ogni piega del cuore
destarti di vento bagnato di musica
e cantare di festa nel carbone acceso
fino alla pietra
fino all’osso
fino alla pelle
convulsa di sangue e respiro.

G.M

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