il mistero dell’Amore

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Intreccia…

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*Mia nonna diceva che quando una donna si sentirà triste, quello che potrà fare è intrecciare i suoi capelli: così il dolore rimarrà… intrappolato tra i suoi capelli e non potrà raggiungere il resto del corpo.

Bisognerà stare attente che, la tristezza, non raggiunga gli occhi, perché li farà piangere e sarà bene non lasciarla posare sulle nostre labbra, perché ci farà dire cose non vere; che non entri nelle tue mani – mi diceva – perché tosterà di più il caffè o lascerà cruda la pasta: alla tristezza piace il sapore amaro.

Quando ti sentirai triste, bambina, intreccia i capelli: intrappola il dolore nella matassa e lascialo scappare quando il vento del nord soffia con forza.

I nostri capelli sono una rete in grado di catturare tutto: sono forti come le radici del vecchio cipresso e dolce come la schiuma della farina di mais.

Non farti trovare impreparata dalla malinconia, bambina, anche se hai il cuore spezzato o le ossa fredde per ogni assenza. Non lasciarla in te, con i capelli sciolti, perché fluirà come una cascata per i canali che la luna ha tracciato nel tuo corpo.
Intreccia la tua tristezza – mi disse – intreccia sempre la tua tristezza.

E, domani, quando ti sveglierai con il canto del passero, la troverai pallida e sbiadita tra il telaio dei tuoi capelli.*
[Paola Klug]

Donna bambina

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Bambina.
Un tempo lo fu con il riflesso ricamato dal fango,
fiore selvaggio, figlia del sole e del vento nutrita dalla pioggia e dal caso.
Sazia di periodiche probabilità.
Le sue mani erano petali, nude indifese
fragili come foglie e occhi nelle mani,
vedeva con le mani, sfiorava il mondo a raccogliere sensi
a strisciarli su muri implorando un contatto,
i suoi occhi erano sempre occhi,
e le sue mani comunque mani,
sentiva con il cuore, annusava e percepiva,
fidandosi del rigoglioso fiuto dell’amore,
dei palpiti e dei brividi,
senza raccoglierli e trattenerli.
Fu donna, a scavare desiderio dalla sua carne
per intrecciarlo ai suoi pensieri
ad assestare la sua coscienza ibrida
Fu donna
e ancora bambina.
e poi tutte e due insieme
ora ascolta la pelle..
ma si orienta con l’anima…
lei guida e traduce i segnali nascosti..
l’innocenza rimane intatta
quando abbraccia il senso dell’Amore.

G.M