chi…?

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Chi ci conosce davvero?

Chi può assumersi questa pretesa?

siamo tutti in cammino per ri-conoscerci…in qualcosa o Qualcuno…

G.M

Emisferi diversi

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Ci sono persone originali e speciali che si allontanano molto dal nostro modo di essere e definiamo “strane”, riescono ad essere se stessi nonostante, il possibile e inevitabile giudizio degli altri.
Certo io sono “strana: lunatica e scostante,. Sconvolgente, travolgente, preferisco essere odiata, piuttosto che restare indifferente. Dall’indole ipercritica e maniacale, analizzo me stessa e quanto mi circonda fin nei minimi dettagli, Sono Io la mia guardia del corpo, A tratti mi odio per essere così selettiva e pretenziosa, incontentabile ed impenetrabile, preziosa ed esclusiva. Ma in fondo sono profondamente innamorata di quell’inspiegabile me stessa. Per varcare la soglia del mio cuore si deve passare per mille e mille porte. Ambiziosa, testarda, capricciosa e viziata, se mi fisso un obiettivo combatto per raggiungerlo amo ogni singolo sogno, anche il più intimo pensiero, perchè quei tratti sfocati restino disegnati con i miei pastelli colorati fra le pieghe del mio nero. Percepire le fibrillazioni del cuore in una rete di parole ambigue e confuse, vederle materializzate su neri teli di tamburi, è un brivido che non si può descrivere. Per quello serve un silenzio.Quel “diverso” s’intende per qualcosa di insolito, straordinario, inconcepibile, indecifrabile, misterioso e non comune ai nostri occhi.Sono attratta da tutto quello che non riesco a capire,da tutto quello che non fa parte del mio modo di vedere, di pensare,di reagire, di rispondere…A volte queste “diversità” possono essere motivo di paura, di distacco, ma subisco il fascino e il magnetismo dell’inconsueto…Cerco il confronto, il dialogo, le risate, il gioco e quando serve anche lo scontro…Se mi fermo a riflettere, in ognuno/a trovo sempre qualcosa di strano “che non mi appartiene”.non mi nascondo in un fiume di silenzio pretendendo che gli altri mi capiscano….. cosi,dedico questo post a tutte quelle persone che in qualche modo mi definiscono “diversa” e tutte quelle persone che di me hanno un’idea distorta, che non mi rispecchia, che rimanda un’immagine di me che faccio fatica ad accettare e lo dedico a me per ricordarmi di non fidarmi troppo dell’apparenza..per non lasciarmi condizionare mai da considerazioni affrettate sulle cose, sulle persone che una volta spogliati della loro  coltre visibile di polvere sottile lasciano uno strano gusto in bocca d’amarezza e delusione.

“Il fiore non valuta la sua bellezza:
generosamente ha ricevuto e generosamente dona”
(Rabindranath Tagore)

Meraviglie
Ogni giorno, un contadino portava l’acqua dalla sorgente al villaggio in due grosse anfore che legava sulla groppa dell’asino, che gli trotterellava accanto.
Una delle anfore, vecchia e piena di fessure, durante il viaggio, perdeva acqua.
L’altra, nuova e perfetta, conservava tutto il contenuto senza perderneneppure una goccia.
L’anfora vecchia e screpolata si sentiva umiliata e inutile, tanto più chel’anfora nuova non perdeva l’occasione di far notare la sua perfezione:
“Non perdo neanche una stilla d’acqua, io!”.
Un mattino, la vecchia anfora si confidò con il Padrone: “Lo sai, sono cosciente dei miei limiti. Sprechi tempo, fatica e soldi per colpa mia.
Quando arriviamo al villaggio io sono mezza vuota. Perdona la mia debolezza e le mie ferite”.
Il giorno dopo, durante il viaggio, il Padrone si rivolse all’anfora screpolata e le disse: “Guarda il bordo della strada”.
“Ma è bellissimo! Tutto pieno di fiori!” rispose l’anfora.
“Hai visto? E tutto questo solo grazie a te” disse il Padrone.
“Sei tu che ogni giorno innaffi il bordo della strada.
Io ho comprato un pacchetto di semi di fiori e li ho seminati lungo lastrada, e senza saperlo e senza volerlo, tu li innaffi ogni giorno”.
La vecchia anfora non lo disse mai a nessuno, ma quelgiorno si sentì morire di gioia.
Siamo tutti pieni di ferite e screpolature, ma se lo vogliamo, possiamo fare meraviglie con le nostre imperfezioni.

G.M

Momentaneamente lontano…

tremendamente lontano.da non riuscirmi a raggiungermi,

da non volermi trovare…lontano…

“Dio com’è difficile
vedermi così lontano lontano lontano,
non riconoscermi più nell’uomo che sognava,
e che teneva tutto il mondo stretto nella sua mano;
lontano come se io non fossi più
quello che io amo…”

lontano da non sentire più niente

nè gioia nè dolore

momentaneamente lontano

semplicemente lontano..

 strana cosa come  si sopporta a volte la consapevolezza della solitudine:

lontano…Distante

strano come si ci accorge di essere forti comunque da non lasciarsi sconvolgere

soltanto lontano..

con i miei sogni, le mie fantasie, i miei colori,le mie danze nel vento

lontano, con i miei occhi

il mio cielo

il mio mare

tutte le mie parole

tutte le mie scatole , i miei fili, i miei torti e le mie ragioni

lontano…

verso i miei palpiti accesi

i miei giochi innocenti

la fantasia inebriante

e le mie piccole follie che rendono tutto un po’ meno serio

di questa faccia dura e arcigna che indossa  la vita..

lontano…

dove ogni sorriso è vero

ogni gioia è un tuffo

ogni mare è Bellezza!

G.M

Ho conosciuto il dolore

“ho conosciuto il dolore
e l’ho preso a colpi di canzoni e parole
per farlo tremare,
per farlo impallidire,
per farlo tornare all’angolo,
cosi pieno di botte,
cosi massacrato stordito imballato
cosi sputtanato che al segnale del gong
saltò fuori dal ring e non si fece mai più
mai più vedere”…

Sì, l’ho conosciuto, l’ho guardato negli occhi…provocandolo pure, sfidandolo a volte, giurando a me stessa che avrei vinto comunque, avrei tenuto sul petto la mia medaglia al valore a forma di croce, come a dire: eccomi sono viva!

L’ho conosciuto,mi ha strappato il cuore, l’ha divorato,muscolo e sangue e poi ha pianto singhiozzando il mio battito che batte il tempo violenta il buio e graffia il silenzio;

L’ho visto e mi ha vista..distinguendomi con precisione in mezzo a mille persone ed io ne ho ricambiato gli occhi maltrattandolo con la mia danza e la mia poesia, cantando e piangendo, colpendolo forte fino a farlo sparire;

Ho conosciuto il dolore non l’ho mai perso e lui non ha mai smarrito me…mi attende sempre dietro un angolo di gioia, mi si piazza davanti, mi vela il cielo fino a ingoiarlo, mi succhia il respiro e si bea del mio sangue, mi piega le ginocchia fino a spezzarle, mi curva la schiena e si infila nelle ossa, mi butta nell’arena e mi massacra fino a farmi dire basta;

Ho conosciuto il dolore, è la mia vita così come è vita la felicità di un attimo e per sempre…la gioia di un giorno, di una stagione di un tempo, il dolore è niente! se pur così derubata di tutto mi resta questa piccola anima profonda come un abisso dove  un solo sorriso, una sola carezza..un po’ d’amore bastano ad ammutolirlo.

G.M