Mourir sur scène

acrobata_800_800

Io voglio morire sulla scena
davanti ai proiettori
io voglio morire sulla scena
con il cuore aperto tutto a colori
morire senza la minima pena (o soffrire)
all’ ultimo appuntamento
io voglio morire sulla scena
cantando fino in fondo

Dalida

In fondo la Vita di ognuno credo si riduca ad uno spettacolo, la mia ad un volo, a volte una danza con il fuoco,e un fantastico gioco di prestigio per far apparire gioia dove non c’è,un pizzico di stupore a risvegliare il gusto dei giorni sempre uguali, tanta Poesia per addolcire i miei livori e magia sul cuore per sentirlo battere tra il rumore del niente.

L’esistenza a volte assomiglia a un’ enorme circo fatto di tendoni improvvisati o studiati con cura.. maschere truccate con destrezza e artisti che impegnano la scena indossando unicamente la loro pelle di gran pregio che ogni giorno offrono il meglio e il peggio di se stessi .

Ogni giorno si spalanca il tendone ed inizia il mio di spettacolo tutto dedicato alla vita e al coraggio di esistere ..entro qualche volta nella gabbia dei leoni cercando di ammansirli con la dolcezza dei miei occhi, incanto serpenti..dalle lingue di fuoco e faccio saltare biglie e birilli colorati giocando con i miei ricordi e tutte le mie sensazioni  pure e innocenti, tiro fuori dal cilindro conigli saggi e grilli parlanti che indicavano strade verso la serenità e la gioia di vivere, sono danzatrice che balla con il fuoco della passione per regalare brividi a chi resta assopito tra disperazione e noia, volo sul trapezio in bilico tra la vita e la morte, afferrando ancora un sogno in cui credere e infine spruzzo sugli occhi  del pubblico polverina argentata fatta di  cura ad ogni ferita del cuore, canto come sirena Poesia per ricordare che senza amore questa vita non vale  nessuna meraviglia sono acrobata, giocoliere,danzatrice..e clown dispensando coraggio e voglia di esserci sempre e comunque oltre ogni difficoltà, ogni dolore stringendo mille mani e cuori baciando in sogno e con il pensiero mille anime sole, curve sotto il peso della resa e dell’abbandono..tutto questo ho tentato con il mio baraccone ferito da cento intemperie, rattoppato qua e là, tutto questo voglio essere con miei mille fogli scritti tra agende e diari dimenticati  e persi ovunque..lasciando tracce della mia speranza, verde e qualche volta blu speranza,dove capita: su una rivista in una sala d’attesa, su  un biglietto in un vagone di un treno, in un cassetto di una casa tra le tante case che ho sempre cambiato, in un biglietto per una nuova destinazione, in giro per cuori ,sperpero petali di fiore per chi ama ancora la bellezza e i profumi della vita, bagno con gocce di lacrima l’arsura che lascia il silenzio e nell’attesa di un giorno migliore..lancio il mio cuore nel blu e aspetto che si accendano i riflettori perchè abbia inizio lo spettacolo sotto la luce che mi spinge ad offrire il meglio di me e che vale la pena donare..che vale la pena conservare, non mi accontento di vivere e basta, non fa per me,detesto le cose a metà, non sopporto la mediocrità, tutto ciò che non è nè carne nè pesce, se ci sei ci sei con tutta la tua forza e la tua meraviglia se preferisci vivacchiare allora i i respiri valgano fino alla fine dei tuoi battiti e basta, tutto qui, semplice chiaro. Io ho bisogno di esserci con il sapore dell’anima..e sarà così fino alla fine, cantare fino all’ultima voce,guardare, toccare e assaggiare tra colpi di scena e copione scritto..fantasticando pure se mi conviene con il cuore fermo nell’amore e la testa assorta nel sogno di domani.

G.M

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