Il Richiamo

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Itaca, devo averla conosciuta
la sento, mi chiama
mi pulsa nella gola il suo canto
e la sua morbida nostalgia
mi confonde e mi fa tenera
come se fosse cuore
una coppa o solo una bocca
che raccoglie rugiada e candore
e la distanza non può essere più paura…
e sono una piccola fragile barca
che il mare intorno morde e accarezza
di carta, guidata dal vento
vibrante nella disarmonia
imperfetta e incompiuta
che scivola a picco lungo i bordi
tra oscillazioni ardite e abbandono
piegando l’anima per non sgualcirla oltre
fino a sfiorare la riva
per toccarla almeno con gli occhi
ho perso la misura di ogni lontananza
ed imparo a spingere con i fianchi
quasi viva, nuda di incanto
sotto le palpebre granelli minuscoli di sabbia
e la certezza che arriverò
zuppa e fradicia di tempesta
gocciolante e tremante
umida di orizzonti
danzando ancora sul sorriso di un bambino
e in uno sprazzo blu di gioia serena.

G.M

11 pensieri su “Il Richiamo

  1. “ad ognuno la sua Itaca”… oggi riparto anche io per la mia.. tolti gli ormeggi dal sole ribelle, sento l’acqua toccarmi le caviglie…
    ho le chiome ancora asciutte ma arriva alle narici l’aria salmastra..

    grazie un passaggio meraviglioso..
    A

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