Canta che ti passa…

Bambino-che-canta-note

Canta che ti passa…canta anche se stoni, anche se non hai più voce..anche se non ne vedi il motivo… se ti senti ridicola e pensi che è una scemata…tu canta! Apre il cuore, il fiato e la vita.

http://vocaroo.com/player.swf?playMediaID=s0CaMzO8KlwE&autoplay=0
Audio recording software >>

1002565_638058969537710_2061978577_n

“Le incomprensioni sono così strane sarebbe meglio evitarle sempre” ma quanto è inevitabile bisognerebbe sforzarsi di capire…

Come un’immagine di donna emersa da una tela, donna di altri tempi, magari. e di altri luoghi così mi dipingo a volte …ti sembra di vedermi, davanti ad uno specchio rotto intenta a pettinare i miei capelli neri, uno specchio ancora, e dopo un altro. rotto anche quello, che mi rimandano immagini distorte…immagini di me che non mi appartengono, deformazioni del mio dolore reale, a volte, qualche volta amplificato…eppure, quante immagini di me non hai colto! Il rosso che divampa sulle mie guance ad esempio quando siedo davanti a un fuoco, e l’odore di un camino che mi riscalda come una castagna o il sorriso che mi allarga il cuore, certe volte. crepitio che mi ravviva il volto.Il buio che i miei occhi hanno visto non è stato solo male, non lo rinnego e non rinnego la Saudade che mi accompagna.
Sogno, vivo, descrivo l’animo umano non solo il mio,dipingo la vita come fosse un quadro, pennellate di anima che non trattengo disegno le cose con le parole, le coloro mi sia concesso  è il modo mio di sentire il mondo.
Ho la mente piena di foto, scatti, momenti, fotogrammi,non tutto è dolore,  non tutto è IO e sai?  la porto con me quella bottiglia di vino, non quella che bevi da solo..per poi perderti nei tuoi deliri, la bevo con “l’uomo che mi piace” lo conservo per l’uomo che vorrei…e un bicchiere dopo l’altro, sento i nervi che si sciolgono. nessuna litania, nessuno pianto,urla si, quelle restano ed anche graffi  e seme e sangue e sudore, scivolo su un pavimento unto di cera di candela. gocce rosse che disegnano una scia. Sorrido, no, non era la processione del giorno prima?
Ci sono notti in cui il dolore mi attanaglia ancora e mortifica i miei sogni ed allora, io ho paura e poi, ci sono albe,albe lunari in cui le lacrime sono stalattiti che si infrangono contro la bellezza del sole che mi riscalda.
Cammino,con l’anima che m’affiora sul vestito e quel Vento, quel Vento che si insinua nel mio maglione e mi solleva anima e carne, non m’abbandona.
Ho smesso un abito che non sentivo più, il troppo dolore non mi sta più addosso, vedo i bordi scuciti, e le sue macchie, ed i suoi strappi.
Il rosso però, quello resta, mi ricorda chi sono e da dove vengo, un’anima indecente cresciuta al sole che si emoziona ancora di troppa vita.
Vedo la nebbia alle mie spalle,incombe, ma non spaventa più, sento il Vento che mi porge la mano e allora strizzo l’occhio: oggi porto il mio sangue al sole, lo porto lì ad asciugare,lo porto li’ per vederlo scorrere ancora.
Tu non l ‘hai mai visto,non lo hai mai sentito..e non hai colpe e forse nemmeno io,qui non c’è più un colpevole e nemmeno un’innocente siamo rimasti solo noi, che mai ci siamo capiti davvero, che abbiamo preso l’uno dall’altro per saziare la  fame della nostra solitudine e abbiamo visto di noi quello che ci serviva senza mai guardarci veramente…forse non avremmo retto allo schianto dei nostri stessi occhi, al grido di una verità che non osiamo nemmeno immaginare.

G.M

Prova a prendermi…

moscacieca

Perchè scappi e mi sfuggi? ed hai ragione, vecchia abitudine questa mia che cerco di addomesticare…io scappo in continuazione, mi perdo tra desideri e sogni, mi rifugio in luoghi segreti dove posso leccarmi le ferite lontano da sguardi indiscreti, vado dove conservo memoria di paesaggi di quiete e bellezza, mi stiro e mi allungo nel tempo, dormo ai piedi dei miei dolori profondi dove si gela aspettando che il sole possa svegliarmi calda, seguo la scia di una gioia e mi ci tuffo dentro per sporcarmi di allegria tutta quella che manca, mi reco ad abbracciare chi non ha più mani per stringermi, vado a far pace con Dio quando sento che mi provoca, mi assento un momento e forse un tempo per ritrovarmi mia, di pelle e di cuore, è vero è indiscutibile, io sfuggo, ti scappo dalle mani perchè non è li che vorrei sostare, ma nell’anima dove è l’unico posto dove posso amarti sul serio, l’unico luogo dove due identità divise possono raggiungersi ed unirsi in un’unica persona…dove due come noi possono inchiodare la  loro solitudine al muro del pianto per farne un mare di noi che facciamo fatica  ad abbracciarci davvero accettandosi fino alla fine per ogni cosa che ci oscura lo sguardo segretamente occultato ai nostri stessi occhi, tu non stancarti di cercarmi, di trovarmi per prendermi..tu catturami come una conquista che si rinnova ogni giorno, prova a prendere un posto d’onore nella mia fantasia, nei miei desideri e in tutte le mie intenzioni e i miei folli stupori…io sfuggo certo ma sono sempre meno lontana di quanto tu possa immaginare, gioco, mi diverto, ho una bambina che ama stuzzicarti mentre la vita invece ti invecchia, stancandoti dentro, mentre la vita ti indossa come un cappotto liso dal tempo e della dimenticanza. Allora ci stai? Mosca cieca,con occhi bendati e soltanto il nostro sentire…è facile se ti lasci andare, se non ti proteggi da me che invece  mi lascio guidare dall’istinto che mi porta sempre dove so di poterti trovare e riconoscere…tu catturami!

G.M

Troppa Anima

lamore-e-la-forza-che-trasforma-e-migliora-la-L-r3XBFz

La vita dovrebbe scorrere distesa
rigagnolo di fiume nelle braccia del tempo
verso un mare che ti beve e si contrae lasciandoti acqua
dovrebbe essere una pennellata di colore intenso
sulla tela dell’immenso
che strepita di accesa sfavillante luce
e poi un cadere lento
di un suono prima che diventi musica
un tocco appena sfiorato
sullo sguardo
prima di palpebre
che trattengono rugiada tra le ciglia
a pettinare i nodi dell’oscurità
dovrebbe essere un bacio
strappato dai denti della morte
una parola che significhi tutto
più di mille rime che non sanno come coglierti intera
dovrebbe essere
la mano che mi ripesca il cuore
divorato dal nulla
un fiato, un respiro
e invece a volte è soltanto un singhiozzo muto
che non arriva ad essere pianto
prosciugato e deriso
da troppa anima
che si spacca in due d’Amore
lanciando spasimi al Cielo.

G.M