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Ci sono giorni che si arrampicano su un muro con artigli piuttosto che mani, tempo irrisolto che ti cade addosso senza ricoprirti di niente..tempo che ti azzanna a morsi per accettarsi che anche tu puoi morire di impotenza e oscurità, giorni che si beffano di tutta la tua Poesia e di tutta la dolcezza che ti grida dentro, stordendo il cuore fino a sfinirlo…giorni così con tutti i desideri nascosti dentro le tasche bucate e lo capisci dalle briciole seminate, tracce lasciate nei boschi di fate e folletti sognanti come te perchè qualcuno possa trovarle, per farti trovare, ancora intatta possibilmente e il tuo segno sulla pelle, una sorte di ammonizione: Attenzione, pericolo dipendenza,nuoce gravemente alla pelle e al cuore! Maledetto segno, a nulla è servito occultarlo, tentare di mascherarlo,marchiata da sempre, te lo porti appresso e lo paghi in momenti ,ti scappa dagli occhi, dalle mani, da ogni cosa che fai e che dici. Ho bisogno di quiete, ho urgenza e necessità di staccarmi da ogni realtà, da me, ho bisogno di concretezza, quella assurda e severa che ti riporta dal Cielo alla Terra in  un nanosecondo.
Afferro un libro, il primo fra tanti, e ne sfoglio le pagine lievi cercando la solita via per la fuga. Io non so andare in bici, scavalcando barriere di morbidi fiori o selciati solcati dal tempo.
Io non so rendere grazie ad un Dio sulla via di Damasco, o lenire il suo male non credendo nel mio. Io so soltanto volare, con la testa, con la pancia, con il cuore, guardare con gli occhi ciò che è degno di essermi eterno, fosse anche mille miglia lontano da me.
Non chiedermi di essere non presente a me stessa, io non posso, non chiedermi di essere eroe o vittima o angelo puro, io che mi macchio di istanti e respiro.
Non chiedermi di non piangere adesso, vorrei sdraiarmi in un campo, immobile e zitta, lasciando che tutto il resto svanisca,  ecco, questo è uno di quei momenti in cui l’euforia cede il passo alla tristezza, grave, spessa, tangibile. Tu ascolta il mio silenzio che parla per me e raccontami una storia, una bella favola con il solito classico lieto fine sdolcinato che fa sognare!

G.M

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