Baci di piuma

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Ho tentato di scrivere una Poesia
che parlasse di te
sono uscite parole
ed erano mani occhi e farfalle
sillabe frenetiche di brividi e aria
danzanti e libere
macchiate di Cielo
vortici e arabeschi di luce che non temono ombre
si sono adagiate un po’ prima di abbandonarsi
hanno sostato a lungo tra palpebre e ciglia
per impigliarsi in una goccia di rugiada
che ti sorride ad ogni sguardo
hanno percorso ogni tua via inciampando qua e là
prima di correre ,
ti hanno accarezzato a lungo
hanno tastato cecità e patito l’attesa
prima di legarti in un abbraccio senza fine
erano parole
un  bacio dell’anima che ti tocca da dentro
formule magiche e antiche a scongiurare la morte nella solitudine
una preghiera di benedizione
come pioggia scrosciante sul vivo che ti resta
volevo una poesia che fosse Bene
quello che non si sa scrivere
senza  sminuire
una semplice immane strepitosa Bellezza
musica che cantasse la tua esistenza ad ogni respiro
che fosse mare dove avresti potuto trovarmi
magari solo un riflesso della stessa acqua
che ti inonda…senza più sete
volevo fosse Poesia
non una rima qualunque
ma qualcosa di scritto che rimane ,
volevo una Poesia
sono uscite sfacciate parole carpite alla pelle che mi regge il cuore
non so cosa sia…
mi sorride tra le mani la piuma di un angelo intrepido e distratto
mi mescola la vita l’impertinente!
mi pone in bocca baci d’amore senza  più parole!

G.M

nostalgia-L-DztJEg

“Nel Paese della Memoria il tempo è sempre Ora.
Stephen King, La canzone di Susannah, 2004″

Conosco a memoria: l’alfalbeto, la filastrocca sui mesi dell’anno per ricordare il numero dei giorni, una o due poesie che rimpiango di non aver scritto, i titoli e gli autori dei libri che ho letto, il mio primo e l’ultimo bacio che ho dato, la prima carezza che  ho sentito sfiorarmi sottopelle e l’ultima in ordine cronologico che ho lasciato, ricordo la mia prima volta in bicicletta, la paura di non riuscire a mantenere l’equilibrio e l’euforia nel pensare che sarei riuscita comunque ad imparare, potrei farti uno schizzo preciso accurato del camerone in cui ho dormito da bambina e indicarti in mezzo ad un sacco di posti  quello  esatto in cui ho trascorso le mie notti più lunghe, è impresso nei miei occhi il primo sguardo d’amore e di accettazione dei miei genitori che non è collegabile paradossalmente al nostro primo incontro ma ad un giorno lontano in cui ci siamo guardati davvero senza maschere e inganni sotto la luce di una Verità fino ad allora sconosciuta e il motivo che ci  ha fatto sprecare soltanto tempo, giorno in cui è iniziato il momento di amarci sul serio, ricordo a memoria  tutti i numeri di cellullare delle mie sorelle e dei parenti più stretti, le date di nascita di un sacco di persone, nomi e cognomi dei vicini di casa e delle persone con le quali stabilisco un contatto, conosco pure a memoria il posto di  ogni cosa che ripongo e conservo, so a memoria il percorso di ogni via per andare e tornare  a casa, mi ricordo di ogni fotografia, il luogo, la circostanza e persino l’umore del momento, dei miei figli ricordo ogni istante dal momento del loro concepimento fino a quando li ho stretti per la prima volta, di me conosco a memoria la forma dei seni, le curve del mio corpo, la forma delle mani e dei miei piedi e di ogni dito conosco la lunghezza delle falangi e so del peso delle mie ossa, posso intuire e vedere ad occhi chiusi i miei organi, polmoni, fegato e cuore, so quando patiscono e quando pulsano e respirano,quando si intossicano e quando si depurano, della mia mente so capire quando si accende e quando dorme, so a memoria i punti più nascosti dove si attivano certe pulsioni, ciò che mi eccita e ciò che mi infastidisce, so delle mie rughe e dei miei nei, della pelle capisco quando può essere ruvida o setosa…so a memoria dei miei occhi tutto ciò che hanno visto e tutto quello che bramano di scorgere, le lacrime che li hanno lavati e le gioie che le hanno fatto socchiudere in una bella risata, della mia bocca so del gusto di miele che si appiccica su altre labbra e che non sai toglierti di dosso e so del fiele che non sa più da dove uscire, delle narici e del naso gli odori della mia terra di mare e fuoco e delle mie orecchie armoniose il ricordo di melodie misteriose che rincorro da sempre, musica che arriva da un posto molto lontano e infine della mia statura  piccola e minuta ho memoria del mio orgoglio tenuto a bada a ridimensionare il mio vero posto..conosco a memoria un sacco di cose, tutto ciò che attraverso e che mi percorre, tutto ciò che va e che resta fermo immobile di quiete, ma soprattutto so a memoria ogni strada segnata sul cuore…e quelle  Gioia mia , sono vie che mai si dimenticano!

G.M