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sole

Potrebbe essere l’onda di vento che scivola dolce accarezzando aride dune deserte, il fiume placido
che scorre morbido e calmo prima di baciare il mare, una pietra di lava incandescente che spruzza scintille dai tuoi occhi luce che cade e poi si posa sulle labbra disegna un incauto sorriso, tenero, appena accennato e poi piano scompare;
Potrebbe essere il mio amore quello che senti, il groviglio frenetico e tonante del cuore nella pancia la fame che si chiude e poi improvvisamente il buco vorace da riempire, la corsa e la rincorsa all’eco di una parola che rimbalza tra la tua mente e il cuore;
Potrebbe essere il sole che senti nascere da dentro, e quella gioia bella che ti canta dal petto, la lacrima che sale dalla gola e che arde per un nodo di commozione che non comprendi , potrebbe essere quella che chiami nostalgia di un profumo e di pelle, la poesia che vedi in ogni cosa e il tempo che non tiene i conti con il resto della vita, potrebbe essere soltanto, niente di strano, niente di anormale semplicemente la forza del mio di amore che si fa sentire, la forza del tuo amore che mi cerca e che mi vuole;

Potrebbe essere il sole che io inseguo dentro te, il sole che trovo in me, quello scenario di luce che si apre oltre ogni grigiore, per ritrovarti e ritrovarmi addosso , sole come amore che può bastare come promessa di pioggia…spilli d’acqua fresca sugli occhi e umido nell’anima.

G.M

Consapevolezza

occhi

 

Conosco parole che sostano e riposano nella penombra, rivelazioni stracciate a nenie in attesa del sonno
so della calma alle porte di un istante e il cauto sollevarsi in volo
lo sciogliersi della cera sulle ali, il distacco e le unghie che si oppongono come artigli alle rocce
la vita in sospeso
e il grido dell’aquila in amore.
Conosco il ristoro del silenzio, l’impetuoso contatto contro il rumore e la mia solitudine sbiadita in un abbraccio
il vento che fischia alle orecchie, l’oceano gorgogliante che smuove la superfice del tempo
so le parole e il suono delle lacrime bevute nel deserto, gli spasimi ed anche tutta la dolcezza
del sangue che si muove nelle vene
il riversarsi  della marea sulla pelle, la corrente che scivola e che mi scorre
e poi soltanto spazio che mi sovrasta.
Conosco il mio sguardo, rapito, denso e remoto che strappa ardori immersi e affogati
nella più cruda disperazione
e infine so dei miei occhi che scavano e giocano la luce rimestandola come creta
per dileguare la paura della notte.

G.M

 

La mia voce, il mio canto

1972373_841465435864339_5662681132482253004_nLa mia voce non è sempre canto
qualche volta è lo stridore rauco
del cuore che raschia amore dal mondo
non è un volo sognante, leggero, etereo
piuttosto una picchiata fulminante
che graffia la schiena
paralizzando ogni intenzione
La mia voce non è sempre canto
è l’ultimo fiato prima dell’apnea
è sapere del mare
che mischia i colori
confondendo le braccia
è la notte che danza
mentre il buio disegna l’ombra ai passi
e il rumore che scricchiola sul pavimento bagnato.
La mia voce non è sempre canto
non è musica di poeta
dispensata a commensali storditi da elisir per la gioia
è un singhiozzo dispettoso
che salta sui crateri che fanno certi sguardi
si impiglia tra le lontananze
incespica su certe parole
balbettando il tempo delle attese.

 

G.M