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Lei era la terra sommersa dove è nato il mio cuore, annacquata e odorosa di scelte che si scontano come avanzi di un banchetto clandestino, scelte che si pagano a morsi addentando scorci di luce qua e là per non sentirne il tonfo nelle viscere;

Lei era la culla suadente del mare dove ora riposa il mio sangue, il sonno calmo che dormiva sugli occhi e sotto soltanto palpebre aperte a cogliere visioni fiammeggianti di carne e silenzi, era fame di vita con labbra sospese, impigliate tra rovi di orizzonti e baratri ora è la mia voce ancorata a lampi d’amore che disgela le vene;

Lei era l’attesa, vento gelato che pettinava i miei campi bruciati da un sole nascosto, la catena immobile che mi legava al tempo e lingua di fuoco ad incenerire i giorni della mancanza, ora è la mia parola che brancica bagliori e che si allunga nel corso di ogni momento bagnando le ciglia, toccando ogni posto, ogni luogo, ogni istante per raccontarle cose nuove, la carta bianca che non aspetta domani per parlare;

 

Lei era il sogno a sfidare la notte, l’abisso e l’aria dove non si posano carezze, teca arrugginita di tenerezza perduta dove non arrivano mani, ora è la mia conchiglia rosa rinvenuta lungo la battigia da dove si ode musica, note di verità a cui sto appesa e che mi contengono intera;

 

Lei era il verso del rimpianto e della solitudine che rantola di troppe pause e tormento, l’anima chiusa a pugno come una rosa pestata dal peso di una pietra, ora lei è la mia rima perfetta, il sigillo che chiude la porta ad ogni offesa, la goccia del mare che scintilla di dolcezza, una milonga infinita che chiama la pioggia…a lavare la mente, a smuovere stupore e il sorriso complice prima di dichiararsi all’Amore.

 

Lei era l’agnello sacrificale che ha lasciato la terra agonizzando un po’ di senso e perdono con il dorso coperto da torti non suoi, eredità non scelta e alla quale non tutti trovano un modo di rinunciare, adesso è la mia spada di Damocle che spezza la catena del dolore di infinite generazioni…spada che incide l’Amore fino al fulcro della Misericordia e da lì ricomincia a capire ad esistere.

 

G.M

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