Fino in fondo all’amore

Guidami danzando alla tua bellezza
col suono di un violino che brucia
conducimi danzando oltre il panico
fin dove starò al sicuro
sollevami come un ramo d’ulivo
e sii la colomba che mi riporta a casa
guidami danzando fino in fondo all’amore
Oh lascia che io veda la tua bellezza
quando non ci sono più testimoni
fammi sentire come ti muovi all’uso di Babilonia
lentamente mostrami ciò di cui solo io conosco i confini
guidami danzando fino in fondo all’amore
guidami danzando fino in fondo all’amore
Guidami ora danzando alle nozze
guidami danzando e non fermarti
guidami danzando con dolcezza e danza a lungo
stiamo entrambi sotto al nostro amore
ne stiamo entrambi sopra
guidami danzando fino in fondo all’amore
guidami danzando fino in fondo all’amore
Portami danzando ai bambini
che chiedono di nascere
guidami danzando oltre il velo
che i nostri baci hanno consumato
poni una tenda a rifugio ora
anche se ogni filo è strappato
guidami danzando fino in fondo all’amore
Guidami danzando alla tua bellezza
col suono di un violino che arde
conducimi danzando oltre il panico
fin dove starò al sicuro
toccami con le nude mani
o col guanto che le ricopre
guidami danzando fino in fondo all’amore
guidami danzando fino in fondo all’amore

 

Leonard Cohen

 

 

Fino in fondo all’amore

Guidami danzando alla tua bellezza
col suono di un violino che brucia
conducimi danzando oltre il panico
fin dove starò al sicuro
sollevami come un ramo d’ulivo
e sii la colomba che mi riporta a casa
guidami danzando fino in fondo all’amore
Oh lascia che io veda la tua bellezza
quando non ci sono più testimoni
fammi sentire come ti muovi all’uso di Babilonia
lentamente mostrami ciò di cui solo io conosco i confini
guidami danzando fino in fondo all’amore
guidami danzando fino in fondo all’amore
Guidami ora danzando alle nozze
guidami danzando e non fermarti
guidami danzando con dolcezza e danza a lungo
stiamo entrambi sotto al nostro amore
ne stiamo entrambi sopra
guidami danzando fino in fondo all’amore
guidami danzando fino in fondo all’amore
Portami danzando ai bambini
che chiedono di nascere
guidami danzando oltre il velo
che i nostri baci hanno consumato
poni una tenda a rifugio ora
anche se ogni filo è strappato
guidami danzando fino in fondo all’amore
Guidami danzando alla tua bellezza
col suono di un violino che arde
conducimi danzando oltre il panico
fin dove starò al sicuro
toccami con le nude mani
o col guanto che le ricopre
guidami danzando fino in fondo all’amore
guidami danzando fino in fondo all’amore

 

Leonard Cohen

 

 

Cara…

Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento
e debbo stare attento a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino………

La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno
ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano
e cascare dentro un letto…..
che pena…che nostalgia
non guardarti negli occhi e dirti un’altra bugia
A..Almeno non ti avessi incontrato
io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.

Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla
e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano
ma so già cosa pensi, tu vorresti partire
come se andare lontano fosse uguale a morire
e non c’e’ niente di strano ma non posso venire

Così come una farfalla ti sei alzata per scappare
ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare
se non fossi uscito fuori per provare anch’io a volare
e la notte cominciava a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava di contare le sue stelle
io li sotto ero uno sputo e ho detto “OLE'” sono perduto.

La notte sta morendo
ed e’ cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
ma per uno come me l’ ho gia detto
che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto.

Lontano si ferma un treno
ma che bella mattina, il cielo e’ sereno
Buonanotte, anima mia
adesso spengo la luce e così sia…

Mannoia (Cover Dalla)

 

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Non so abitare a lungo l’immobilità, ogni cosa in me freme, pulsa si agita, sono piena…colma e straripante di fughe, viaggi, deserti, paesi lontani, nel mio sguardo dormono e vegliano occhi che penetrano orizzonti perduti e andati, sono carica di sogni, passioni, slanci d’amore la mia consistenza è lievità carnosa e per questo che non sopporto a lungo la ripetizione, l’abitudine e il battito dell’orologio che annulla il tempo, è la mia natura il movimento e quando sono costretta a stare ferma ogni cosa in me si dispone alla continua ricerca di altri luoghi ed è tutto un tumulto di voci, di brusii, di sospiri, battiti d’ali e sciabordii di acqua smossa.

La mia mente vaga a volte sfilacciata e incerta, galleggia nei ricordi trasloca e si estende a caccia di profumi, aromi tocchi, profezie e promesse misteriose cantate dal vento, cammina avanti e indietro contando vecchie ferite e bagliori di dolcezza infinita come una sfida da portare al passato, ricordare senza cancellare,  pensarlo perchè mi percorra senza sovrastarmi, sorpassarlo per imprimerlo meglio, così il tutto ed il nulla, l’amore che ho avuto e quello dimenticato si nutre di presenza e di calore.

Nell’immobilità sento soltanto urgenza e bisogno di collocarmi al meglio, l’esigenza di schierare la Vita nell’eterna diatriba del male e del male, del giusto e sbagliato sistemare la luce che preme in bilico continuo, in mezzo ad ogni mia dualità, ogni contrasto che non mi permette di definire i contorni ma soltanto dettagli che mi impediscono di incontrare la verità.

E in questo perpetuo movimento che io so stare stabile, in questo immergermi ed emergere che posso respirare, in questo  perenne lisciare e confortare oppure scostare ed allontanare che mi affiato alla Vita, che ne prendo il possesso per poi lasciarla scorrere ed andare…un ‘onda possente che si infrange in offerta, in dono verso altre rive, altri scogli, altri muri e silenzio e poi torna, torna come Mare!

 

Allora scrivo, studio, dipingo tele e faccio musica…allora creo, cucino, rammendo e ricamo, danzo e mi racconto, invento qualcosa e gioco, canto il mio dolore, la malinconia e la gioia pura, mi tuffo in una fotografia , oso ancora sognare, piego i miei spazi ristretti per non lasciarmi spezzare e in questo turbinio quasi sconsiderato io trovo il senso di tutte le cose, sola di una solitudine che abbraccia il mondo.

Nel tumulto del mio cuore agitato io trovo oasi di pace, una quiete lenta, calma e pulsante, fiamme accese di speranza, in mezzo a tutta questa baraonda io trovo il silenzio che non è tacere ma voce che invoglia, sprona e consola il diapason che accende l’armonia e fiorisco di primavera antica e perenne.

Fluttuando tra carico e sgravo attenuo il peso per aderire meglio al mio esistere intenso, colmo il baratro della mancanza, così piccola e garbata chiedo al Cielo di ricambiare una voce, un baleno di dolcezza, un cambio e una rotta, un sorriso raro come una gemma preziosa, una lacrima lavata nel fuoco della compassione, una morbida fibra da cucire in coperta, una parola d’amore che straripa di cura e attenzione…domando e aspetto ,mi muovo apparentemente ferma senza spostarmi dal cuore di ogni mia certezza , dall’epicentro sicuro che mi salva persino da me stessa.

G.M

 

Ti parlerò di me

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Ti parlerò di me,
delle mie stagioni e del mio tempo
di tutto quello che avrei voluto fare
e mai ho fatto,
dei giorni scuri
e di quelli pieni sole.
Ti parlerò
scavando in fondo
alla ricerca di qualcosa
da poterti lasciare sempre
un petalo di rosa
da conservare tra le pagine
di un libro di poesie
un sorriso
tolto con fatica dal mio cuore stanco,
ti parlerò
degli uomini della mia vita
di un padre che ho dovuto perdonare
quando era tutto troppo tardi
per ricominciare
di comete impazzite che hanno sorvolato
il mio cielo
e di tutti quelli che sono rimasti sempre
e che ho ritrovato indenni
sopravvissuti  al vento dell’oblio
ti parlerò…
senza stancarmi
delle mie nebbie e delle mie foschie
delle mie battaglie perse
e di tutte quelle che non ho mai
avuto il coraggio di iniziare,
di ciò che sono
dannatamente fragile e forte uguale
del mio sentire tutto
con questi sensi affinati dal dolore
ti parlerò,
in silenzio mentre ti guardo
per ascoltare solo te
che mi trascini morbido sull’anima
senza far alcun rumore.

G.M