Amo

9f75b97e7fd00fa489dfb942092af724-d13i6neAmo questo tepore sommesso
del cuore che si culla
amo la memoria quando
è ricordo di un sibilo
che diventa voce
amo questa pace
del corpo che si adagia su un pensiero
si inonda di musica
si espande di gioia
danzando dopo la pioggia
amo il silenzio che mi abbraccia
dopo ogni tempesta
e il vento che pettina il dolore
è soffio
è sospiro
che canta
amo piegarmi alla terra
prima di stendere al cielo
ogni preghiera
che invoca quiete immobile.

G.M

I Poeti non temono la morte

15e81894b6ff6ce928ed23eb6b4fbdafI poeti non temono la morte
conoscono segreti dell’esistere
derubati ai morsi delle tenebre
imparano la vita
dalla follia e dalla crudeltà
di chi si sfama e si veste di onnipotenza
per mangiare i loro passi
verso l’ essenza.
I poeti non temono,
non temono la morte
catturano brandelli di verità
sbranati dal vento
li ricompongono nell’oscurità
li ricuciono e li assemblano
minuscole molecole e scintille
invisibili di tessere grezze di sole
per ricomporre la benevolenza della strada
che conduce all’interezza.
i poeti non temono
la morte
fanno delle loro ceneri fuochi che ardono
fiamme bagnate che bruciano
per spegnersi nel mare
e dentro il mare tornare
per vivere.

G.M

Sono tutta qui

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Sono tutta qui:
piccola sull’orlo del cielo
lingua pungente che striscia su petali
arrotolati dal vento
sono tutta qui:
destata dal sudore dei giorni
che camminano indietro
prima di riprendere i passi
duna mossa
dagli occhi del sole
mentre il mare mi ricorda il nome
se perdo i respiri..
smarrisco l’aria
sono tutta qui:
a sollevarti la Luna
che mi gioca gli umori
con polvere antica
acrobata di note
ad accorciare stridori
prima che il freddo strazi la fune
appesa a queste labbra che piangono aurore
prima di andare
senza sapere più come tornare
senza lasciarti un bacio
che possa nuotarti nel cuore
come un colore
che cade
che danza
accarezzandoti
dolcissimo e piano…
pianissimo soffio
a parlarti di me.

 

G.M

Ritorno…

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Ritorno così nei tunnel della memoria, tra la corteggia  di ciliegio sfregata, ruvida della bava del vento, in mezzo alle radici dove si intrecciano mille strade incespicate su andate e ritorni dove il lume brucia e sfarfalla snodando le viscere, ritorno da me, dove troneggiano torri ammutolite da un richiamo tra aria e carne, scavando pertugi ,scivolandomi addosso planando sui dossi, dominando i battiti mentre dondola il respiro appeso alle budella con gli occhi strisciati tra gli argini di interi paesi che spartiscono solitudine e amore e mani a dividere un pane.

Ritorno tra le braccia di un tempo in “sospeso” ad ascoltarlo parlare che sembra volermi dire:
Non puoi fermarmi mentre ti muovo addosso ma puoi contenermi in un solo respiro inalandomi piano. In mezzo al crocevia e i fili ingarbugliati del fato ed è la strada che dice: Non ti è dato di conoscere in anticipo nè la sosta nè la deviazione ma puoi disegnare il percorso con le intenzioni imbevute nel sangue delle tue arterie.

Ritorno con gli occhi nei posti dimenticati ed essi mi dicono: C’è sempre di più di quel che vedi c’è sempre una sfumatura che sfugge, un colore che ancora non conosci e non dipende soltanto dallo sguardo ma dalla polvere da spazzare, nascosta tra le ciglia, occultata da ogni cosa che vuoi dimenticare.

Mi dice la vita adagiata nella memoria: Non puoi sorridermi se prima non hai ballato qualche volta con il fuoco e con la morte, se non hai fatto dell’amore una preghiera, del perdono una bandiera, del silenzio il tuo canto, delle parole carezze e cura, del cuore un dono e se per ultimo non temi, non hai paura di arrivare anche oggi, pure adesso alla fine di questa strana avventura.

In questo viaggio a ritroso non so se corre più veloce il sangue o il tempo e non so dove vorrei arrivare ma vorrei riuscire a trovarti,per una volta almeno raggiungerti davvero , colmare questa eterna mancanza, sentire che ti ho davvero abitata dentro, riconoscere nel tuo battito il rumore che fa la vita, non inseguire il tempo per aspettarti spingere coi fianchi fino a perdere la misura di ogni lontananza.

Sono pronta! Pronta a spezzare quel laccio che mi tiene ancorata a uno scoglio, in bilico tra abisso e meraviglioso Cielo..un laccio che incastra , disposta a perdere sangue a prosciugarmi fino a nuova sete, pronta per un’altra profezia che è poi la nostra promessa: Amare soltanto per Amare!

G.M

Se mi guardi…

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Se mi osservi con cura e attenzione, puoi leggere senza fatica tutta la mia vita: nelle mie mani ci sono i segni di ogni cosa che ho toccato, perduto e afferrato, dalla profondità dei miei occhi puoi scrutare e distinguere mille sfumature e colori, dall’inclinazione del capo ogni promessa e ogni sogno infranto, dalla mia pelle ogni profumo , tutte le volte che sono stata dimenticata, trascurata e ogni abbraccio che mi accolta.

Ci sono giorni che mi è difficile guardarmi allo specchio, la mia immagine riflessa è la mia storia, ed allora vacillo, stordita , confusa e mi sprono per tenermi in piedi, anche da bambina cadevo, cadevo sempre, facevo fatica a mantenere l’equilibrio, colpa della mia irruenza, della mia vivacità che mi portava ad esplorare tutto ciò che mi circondava.

Nelle mie ginocchia sono ancora incise alcune cicatrici, e di ognuna ne ricordo ogni particolare.

Sotto le mie palpebre dormono luoghi e paradisi di pace, scalciano cavalli selvaggi che galoppano liberi verso deserti di quiete.

Lungo la mia schiena scorre  un fiume straripante di ricordi e memorie, un flusso spesso impertinente e invasivo che qualche volta mi inonda senza alcun invito e preavviso ed allora capita che improvvisamente i miei occhi si perdono lontano anni luce e mi conducono imperterriti trascinandomi in un vortice di sensazioni nel passato, rimango così ammutolita dai rumori e dal silenzio, quasi sospesa a camminare sulla fune del tempo.

Ho imparato ad annusarli, a carpirne i sapori dal loro odore, a spiarne i passi come una lupa guardinga, girovaga nella steppa delle vene.

Ho affinato le narici fino all’impossibile per evitare i colpi di dolore, per scansarmi dagli agguati, per preservarmi dalla collera di essere stata presa alle spalle, per difendermi ed arrendermi, per vivere e sopravvivere, per resistere indenne e forte nella giungla del passato.

Eppure con il tempo ho imparato dalla memoria e dai ricordi, setacciando ogni granello di polvere dividendo con cura il peso di ogni fotografia, misurando lo spessore di ogni goccia di lacrima e di sangue, la sostanza di ogni riso e di ogni piccolissima insignificante forma di luce covata nella penombra, l’origine di ogni sfumatura nata dalla mescolanza di colori, fino a sentire di essere figlia cresciuta e cullata dalla sua stessa storia.

Se mi guardi..se mi osservi senza la coltre impietosa  dei retaggi mentali che si fanno domande, che si danno risposte puoi vedere le mie radici , quelle stesse che mi tengono aggrappata alla vita che pulsano quando il mio sguardo incontra altri abissi e la luce non basta e tremano per i segni su altra carne, le cicatrici e le ferite che gridano sangue suii nomi incerti scritti sulla lista dei sogni, solitudine e pioggia quando le parole non servono e il cuore si strozza di troppa aria e mare di poco amore e abbandono, radici come un fremito timido, impercettibile che esultano vibrando senza musica, estensione e stridore, silenzio profondo che attraversa il rumore assordante del mondo. Puoi vedere che so soltanto volare, con la testa, con la pancia, con il cuore, guardare con gli occhi ciò che è degno di essermi eterno, fosse anche mille miglia lontano da me.

G.M

 

Scelgo…

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E dopo tanto cammino, dopo sole e tempesta posso finalmente scegliere, decidere adesso

se essere soltanto una nave malconcia, un relitto usurato che oscilla sperduto in balia delle correnti,

carico d’acqua, zeppo di detriti ,carico di schegge oppure colei che protegge, versa e benedice tutta la pioggia raccolta tra lacrime e sudore, per farne un canto di lode e preghiera…

scelgo di camminare, andare sempre Verso e mai Contro

abbracciando l’unica via possibile che conosco per ritornare: Il Mare!

Scelgo di vivere, senza accontentarmi di vagare,

tutto il mio fiato troppe  volte sprecato

le mie braccia mai chiuse e qualche volte stanche

il mio sorriso, il mio entusiasmo per ogni scintilla di luce nella notte scura

la mia pelle vissuta

e l’anima nel ventre,

i miei rigagnoli di bene

tramutati in fiume di speranza

il mio coraggio, la mia forza

per niente dovuti e scontati

la mia lievissima intensità

per tutto ciò che mi colma e mai mi svuota

scelgo la vaga scia del cuore

che mi insegue e mi incanta

la mia audace bellezza

fatta di rose e croci

scelgo me..

di sentire ed essere ascoltata

di Amore che grida

ride e danza

scelgo di esistere piuttosto che resistere

scelgo  di essere

un turbinio marino di risacca

dove il senso si perde sugli scogli

o meglio spesso sceglie

di nuotare dolcemente in mare.

G.M